header header
Menu principale
Home b&b
Bed and Breakfast
Camere B&B
Servizi B&B
B&B Tariffe
Prenota bb
Offerte bb
B&B Info
Dove siamo
Link Sardegna
Info turismo
Itinerari in Sardegna
Spiagge in Sardegna
Sardegna Eventi
La città di Cagliari
Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Chi e' online
Abbiamo 10 visitatori online
 
Home b&b arrow Sardegna Eventi arrow b&b e Carnevale
Ultime notizie
header
I piu' letti
b&b e Carnevale PDF Stampa E-mail

 Bed and breakfast è il carnevale a Cagliari. Il carnevale è una festa la cui origini sono antichissime. Ai nostri giorni è l’allegra festa che si celebra, nella tradizione cattolica, prima dell’inizio della quaresima. Etimologicamente la parola carnevale deriva dal latino “ carnem levare “, popolarmente tradotto “ cane-vale “ o “ carnasciale “, perché anticamente indicava il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Il Carnevale rappresenta da sempre una festa del popolo. E’ un momento in cui ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro. Le prime manifestazioni che ci ricordano il carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa.

   

  

  

Gli Egizi, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovo della vita. Il carnevale Greco veniva celebrato, invece, in varie riprese, tra l’inverno e la primavera, con riti e sagre in onore di Bacco, dio del vino e della vita. Le “ Grandi dionisiache “ dal tono particolarmente orgiastico, si tenevano tra il 15 marzo ed il 15 aprile, mese di Elafebolione, in Atene, e segnavano il punto culminante del lungo periodo carnevalesco. I “ Saturnali “ furono, per i Romani, la prima espressione del carnevale e gradualmente, perdendo l’iniziale significato rituale, assunsero la chiara impostazione delle feste popolari, i cui relitti sopravvivono nelle tradizioni di varie zone della nostra penisola, soprattutto nell’Italia del sud e nelle isole. Le feste in onore di Saturno, dio dell’età dell’oro, iniziava il 17 dicembre e si prolungava dapprima per tre giorni e poi per un periodo più che raddoppiato, corrispondendo all’epoca dell’annuale ciclo delle nostre feste natalizie e , per il loro contenuto, al nostro carnevale. Caratteristica preminente dei “ Saturnali “ era la sospensione delle leggi e delle norme che regolavano allora i rapporti umani e sociali. Donde l’erompere della gioia quasi vendicativa della plebe e degli schiavi e al condiscendenza del patriziato, che si concedevano un periodo di frenetiche vacanze di costumi e di lascivia di ogni genere. Erano giorni di esplosione di rabbia e di frenesia incontrollata, di un’esuberanza festaiola che spesso degenerava in atti di intemperanza e di dissolutezza. La personificazione del carnevale in un essere umano o in un fantoccio risale invece, al Medioevo. Ne furono responsabili i popoli barbari che, calando nei paesi mediterranei, determinarono una sovrapposizione, o meglio una simbiosi, di usi e di costumi, assorbiti quindi dalla tradizione locale, che ne ha tramandati alcuni fino ai giorni nostri, mentre altri si sono fatalmente perduti durante il lungo ed agitato andare del tempo. La chiesa cattolica considera il Tempo di Carnevale come momento essenziale di riflessione e di riconciliazione con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore  ( carnevale sacro ), che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell’ultima domenica di Carnevale. Il Carnevale ha termine il martedì grasso, giorno che precede il mercoledì delle Ceneri, quando ha inizio la Quaresima. Quando c è il carnevale si costruiscono tanti carri quante sono le borgate o i quartieri della città. Secondo la tradizione il 17 gennaio, giorno della festa di Sant'Antonio Abate, si aprono in Sardegna i festeggiamenti del Carnevale, una delle feste più sentite e vissute dell'Isola, con manifestazioni che si protraggono fino al mercoledì delle Ceneri, raggiungendo il culmine nell'ultima settimana e, in particolare, nei giorni di giovedì e di martedì grasso. L'origine di questa festa ha radici molto antiche e la stessa etimologia del nome può essere ricondotta a due locuzioni di origine latina. La prima rimanda all'espressione "carrus navalis" che, nella Roma antica, designava un grande carro a forma di barca portato in processione nel mese di febbraio per l'espletamento di particolari riti di purificazione dedicati a Dioniso. La seconda spiegazione etimologica, invece, riconduce il termine carnevale alla locuzione "carnem levare", che farebbe riferimento al banchetto che segnava l'inizio del divieto di assumere carne nel periodo della Quaresima. Lo stesso uso delle maschere sarebbe un rituale di antichissima origine, che, secondo alcuni studiosi, affonderebbe le sue radici nelle pratiche sciamaniche di travestimento. Ciò che è certo è che il Carnevale, ovunque risulti attestato, assume i chiari caratteri di una festa segnata dalla provvisoria trasgressione delle norme sociali, a partire proprio da quella dell'identità individuale, momentaneamente "mascherata". Nei diversi paesi isolani il Carnevale si esplica attraverso varie e caratteristiche manifestazioni, in cui è possibile cogliere un comune denominatore nella matrice agro-pastorale. Pur con le loro specificità, nonostante nomi diversi e rituali differenti, i vari carnevali tradizionali sardi sembrano riproporre sempre l'atavica lotta dell'uomo con la natura, intesa come forza magica con cui l'essere umano deve necessariamente confrontarsi per garantire la sopravvivenza delle comunità. Le maschere rappresentano un rituale dalle origini comuni e dallo scopo simile: allontanare il male, nella fattispecie la carestia, dalle proprie comunità. Mamuthones e Issohadores a Mamoiada, Thurpos a Orotelli, Boes e Merdules a Ottana, Mamutzones e Urtzu a Samugheo, tutte maschere che sono quasi sempre personificazioni del rapporto fra mondo umano e mondo animale. Numerosi altri centri della Sardegna, al contrario, si caratterizzano per dei festeggiamenti meno legati alla tradizione sarda ma allineati alle rassegne goliardiche animate da carri allegorici e personaggi fantastici che contemporaneamente si svolgono in tutta Italia e nel mondo. I centri che si distinguono nella preparazione di queste colorate e vivaci sfilate sono soprattutto Cagliari, Tempio Pausania, San Gavino Monreale, Bosa e Iglesias. Si tratta di grandi feste che richiamano ogni anno migliaia di visitatori, ognuna delle quali caratterizzata dalla sua maschera-simbolo, quasi sempre condannata a bruciare l'ultimo giorno della festa in un grande rogo, metafora di chiusura dell'anno appena trascorso e di uno nuovo che inizia. Sempre il periodo carnevalesco è occasione per delle manifestazioni legate ad una delle tradizioni più antiche della Sardegna: la corsa dei cavalli. Oristano e Santu Lussurgiu in particolare diventano teatro di due grandi corse, ognuna con metodiche e origini diverse, ma comunque legate all'atavica maestria dei Sardi nel domare e condurre l'animale che da sempre ha aiutato contadini e pastori nel lavoro della loro quotidianità. Folle immense si accalcano per ammirare la corsa alla stella durante la Sartiglia di Oristano, dove cavalieri coi volti coperti da bianche e austere maschere si lanciano alla rincorsa di una stella simbolo di prosperità, così come si riversano sulle strade lussurgesi per ammirare le spericolate pariglie di Sa carrela 'e nanti.

  

  

  

 

 
< Prec.   Pros. >
header
Bed and Breakfast Cagliari - Charm Sardinia
09122 viale S. Avendrace 246 - Cagliari - Sardegna - Italia
Tel. +39 333.8313138 - email: info@charmsardinia.it
Charm Sardinia Bed and Breakfast Cagliari il piacere dell’ospitalità...