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La provincia del Medio Campidano è caratterizzata da tre diverse aree geografiche che individuano tre differenti ambienti naturali che hanno detterminato tre tipologie di antropizzazione.
 Al centro la pianura irrigua del Campidano con le pregiate colture agricole, ad est le dolci colline della Marmilla, disseminate di piccoli centri rurali, ad ovest il rilievo montuoso del Linas, bacino minerario di rilievo nazionale, che lambisce il mare con estesi deserti sabbiosi. Nei circa 1500 kmq. che costituiscono il Medio Campidano, sono rappresentate le principali bellezze naturalistiche della Sardegna impreziosite da due ambienti unici: Le Dune di Piscinas e Sa Jara di Gesturi. In lingua sarda Sa Jara sta ad indicare un altopiano che si erge per alcune centinaia di metri tra le colline della Marmilla. La sua conformazione è dovuta ad un lunghissimo processo erosivo del terreno circostante. Si individuano tre Giare: Siddi, Gesturi e Serri ma quella più nota come Sa Jara è la Giara di Gesturi che si differenzia dalle altre per la presenza dei cavallini selvatici is quaddeddus . Sa Jara si erge a forma di trapezio per 4.400 ettari ad un'altezza tra i 500 e i 600 metri. E' ricoperta da una foresta di querce da sughero mista a lecci e roverelle che si alterna a diversi laghetti stagionali i "Paulis" che si ricoprono in primavera di un tappeto di ranucolo bianco creando suggestioni di grande impatto. Sull'orlo dell'altopiano, in posizione dominante, si ergono i ruderi di diversi nuraghi, tra i quali il protonuraghe Bruncu Madugui , tra i più antichi della Sardegna. Il Gennargentu innevato fa da sfondo ad uno dei numerosi Paulis che, durante l'inverno e la primavera, compaiono sulla Giara di Gesturi. Sotto, Sa Jara con i suoi pendii scoscesi rimane isolata dal mondo circostante. Questa condizione ambientale ha consentito la sopravvivenza di gruppi di cavallini selvatici di piccola statura, dalla folta criniera, dagli occhi a mandorla e dal mantello baio scuro o morello, le cui origini sono sconosciute e che rappresentano un unicum oggetto di tutela da parte delle istituzioni pubbliche. Attualmente si calcola in 700 circa il numero dei cavallini puri. La costa del Medio Campidano si estende per circa 50 km. ed è compresa tra il promontorio granitico di Capo Pecora ed il tavolato di Capo Frasca. E' una delle aree più integre della Sardegna ed assume, nella parte più meridionale, un aspetto quasi desertico per estenzione inusuale delle apiagge. Il cordone litoraneo di Scivu - S'Acqua Durci - Piscinas si estende per oltre 9 km e si inoltra sino a 3 km all'interno, con dune di 30/40 mt. di altezza ricoperte da ginepro coccolone e dalla macchia mediterranea, dove non è difficile incontrare il Cervo Sardo. Più a nord ha inizio la Costa Verde, un alternarsi di tratti rocciosi e piccole calette sino alla Torre di Flumentorgiu che domina l'altra grande spiaggia Is Arenas anch'essa protesa verso l'entroterra per un chilometro. Il mare, data la prevalenza dei venti dai quadranti nord-occidentali, è particolarmente adatto alla pratica del surf. La formazione delle dune sabbiose è da attribuirsi al fenomeno delle glaciazioni avvenute principalmente nelle ultime centinaia di migliaia di anni fa. Il significativo abbassamento delle acque marine fino a diverse decine di metri, ha fatto emergere ampi tratti di littorale sabbioso che i forti venti principalmente libeccio e maestrale hanno trasportato e accumulato verso l'interno. Lo stagno di Marcedì, al confine con la Provincia di Oristano, è una importantissima zona umida non solo per gli amanti della natura, ma anche per la rinomata produzione ittica delle due peschiere. Il ginepro coccolone è una specie tipica dei sistemi dunari della Sardegna. Il suo apparato radicale e la sua chioma contribuiscono in maniera decisiva nel contrastare l'erosione delle dune. Particolari ciottoli granitici arrotondati ricoprono ampi tratti delle insenature prossime al Capo Pecora che delimitava a sud le lunghe spiagge sabbiose. Tra la costa e la pianura del Campidano si erge il gruppo montuoso del Linas, il più elevato del sud Sardegna. Le parti più elevate sono coperte da gariga e bassa vegetazione, dove troviamo rari endemismi, intervallate da vallate con boschi di lecci, querce e tassi; a sud il paesaggio si fa più aspro e le rocce granitiche, dell'Oridda e Punta Camedda, tra le quali imponenti cascate e fitti boschi, rendono il percorso più impegnativo. Molti i sentieri tracciati seguendo in buona parte i percorsi dei boscaioli e dei minatori. I punti di partenza dei percorsi montani naturalistici e paesaggistici sono a Perd'e Pibara località Gonnosfanadiga ed a Cantina Ferrari di Villacidro . Altri numerosi sentieri si snodano da Montevecchio a Ingurtosu località Guspini Arbus e consentono la visita dei principali siti minerari: pozzi, gallerie, laverie, accumuli di scorie, magazzini, edifici abbandonati sono in un paesaggio ed in un silenzio irreale. Frequentata da una colonia di 600/700 capi, il Cervo Sardo è visibile anche intorno ai centri minerari. La montagna con i suoi boschi ed una ricca, macchia mediterranea ospita in particolare: cinghiali, volpi, martore e, nei cieli, il falco pellegrino, la poiana e l'aquila reale.
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