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Oggi il Bed and Breakfast Charm Sardinia assapora la cucina Sarda PDF Stampa E-mail

Oggi il B&B Charm Sardinia vi vuol far assaporare la cucina Sarda. Grazie anche ad una materia prima di altissima qualità, come quella che il mare che circonda l’isola può offrire, in Sardegna si può gustare una genuina cucina marinara autoctona e non solamente  quella pastorale e contadina che tutti ben conoscono. Secondo alcune recenti scoperte, sembra che il garum ( un antica salsa di pesce in aceto e miele) molto apprezzata dai patrizi romani, provenisse anche dalla Sardegna.

           

Le prove vengono dagli scavi effetuati nella zona del porto di Cagliari e testimoniano come le antiche popolazioni delle coste cagliaritane non abbiano mai interrotto i rapporti con il mare e con la pesca, contrariamente al pensare comune. Si possono riconoscere sull’isola tre diverse tradizioni gastronomiche di mare, una certamente di origine fenicio-romana ed anche la più antica, una seconda è quella genovese-pisana, che si riscontra in tutto il sud-ovest dell’isola, la terza è indubbiamente quella algheresa, con forti influssi catalani e che si estende su tutta la costa da Alghero sino alle Bocche di Bonifacio. Nelle coste sulcitane si trovano alcune delle più antiche tonnare del Mediterraneo. La cucina ha dei forti influssi genovesi ed è fortemente basata sulla pesca del tonno rosso e sui prodotti collegati a tale pesca, come la bottarga, il cuore di tonno. Il musciame, senza dimenticare il cascà, un cus-cus di semola con sole verdure , di origine tabarchina. Nella cucina tipica dell’Oristanese e negli stagni di Cabras, si sente ancora l’antica influenza fenicia, ma anche quella pisana, soprattutto a Bosa dove sono molto apprezzate le anguille. Gli stagni sono ricchissimi di pesce e dalle uova di questi si produce la bottarga di muggine ( uova di cefalo essiccate sotto sale ) che può essere consumata in sottili strisce condita con olio, oltre che con la pasta. Un altro prodotto caratteristico è poi la merca, tranci di muggine bollito e salato, avvolti in una sacca di erba palustre, la zibba ( orbione ) utilizzata a scopo di conservazione. Si può inoltre gustare la burrida ( gattuccio marinato con aceto e noci ), ma anche muggini arrosto e anguille allo spiedo. Sa cassola è una zuppa di pesci vari molluschi, crostacei, pomodoro e vernaccia. Quest’ultima viene utilizzata per cucinare le spigole, i dentici, le orate. Ad Alghero le aragoste sono una vera leccornia, oltre che le migliori di tutto il mar Mediterraneo, e nella cucina si sente molto la tradizione catalana. Verso Santa Teresa e l’arcipelago della Maddalena, le insalate di polpo sono una tipica specialità. Il Golfo di Orosei costituisce la porta d’accesso verso la Barbagie e verso il cuore dell’isola, dove la cucina deriva dalle antichissime tradizioni pastorali e contadine, unica nel suo genere, specialmente per il pane, il pane carasau e le sue varianti, come il pane guttiau ( scaldato al forno con olio e sale oppure bagnato e arrotolato ). Il pane carasau è un pane unico al mondo, ha la forma di sottilissimi dischi molto croccanti, ottenuti attraverso una doppia cottura nel forno a legna. Altri tipi di pane sono su pistoccu e su civraxiu, una grande pagnotta che si consuma a fette, poi ancora sas coghoneddas, su coccu chin gherda, su pani lentu, su pane e’Ottieri, su pane e’limosina, tutti preparati in modo diverso, ed accompagnano, caratterizzandole fortemente, le pietanze sulle tavole sarde. Come antipasti, sono molto apprezzati i prosciutti di cinghiale, le salsiccie di Irgoli e i prosciutti di Arzana accompagnati da funghi, olive e formaggi, tra i quali il pecorino, fresco o stagionato, su casizzolu fresco o arrosto ( sovente servito con miele ). Oltre ai vari prosciutti di cinghiale, sono molto apprezzate diverse qualità di pancetta, di lonza di maiale e di coppa. I primi piatti tipici sono i malloreddus ( gnocchetti di semola conditi con sugo e salsiccia ) i culurjonis ( fagottini ripieni di ricotta e menta, oppure con ripieno a base di patate, formaggio fresco e menta ), e i cui ingredienti variano da regione a regione, il pane frattau ( pane casarau bagnato nel brodo, disposto a strati inframezzati  con pecorino grattugiato e salsa di pomodoro e sopra un uovo in camicia ) la suppa cuatta o suppa gallurese ( pane sardo , casu cordezzu, ( spezie e pecorino ) il tutto ammorbidito con brodo e cucinato al forno. Sa fregula minestra di brodo di carne, con pasta di semola lavorata a piccoli grumi, come il cus-cus. Seguono poi sos maccarrones cravaos, una variante dei classici gnocchetti, sos maccarrones de busa ossia una sorta di  bucatini fatti con un apposito ferro allungato, sos maccarrones furriaos saporitissimi gnocchetti conditi con pecorino freschissimo, fuso insieme alla semola fino a formare una sorta di crema. Nelle regioni interne è diffusa la minestra di merca, fatta con pasta, pomodoro e patata, con aggiunta finale di latte di pecora cagliato, e poi ancora su filindeu, una pasta di semola finissima, intrecciata in modo particolare e servita con brodo di pecora e abbondante formaggio fresco. I secondi piatti non sono molto elaborati e sono principalmente a base di carne. Il maialino ( porcheddu ), cotto allo spiedo o su graticola, servito poi in vassoi di legno o di sughero con foglie di mirto è il re della cucina pastorale sarda insieme agli arrosti di agnello, di capretto e di vitello, segue poi sa berbeche in cappotto, la pecora bollita con cipolle e patate, servita con pane casarau bagnato nel brodo di cottura. E poi ancora sa cordula o cordedda, su tatalliu, a base di interiore di agnello cucinato arrosto o in tegame con piselli o carciofi. Un altro piatto molto caratteristico è su zurrette, sangue di pecora condito con timo selvatico e mentuccia, con formaggio e pane carasau sbriciolato, cotto all’interno dello stomaco dell’animale e mangiato con pane casarau. Un  dolce nuorese molto conosciuto e sa sebada o meglio noto come “ sa seada “ un disco di pasta sottile che racchiude un ripieno di un particolare formaggio vaccino fresco ( leggermente acidulo perché fili quando caldo ) aromatizzato al limone, fritto e ricoperto di miele fuso. Sempre a base di formaggio si possono gustare sas casadinas o pardulas, tortine di pasta ripiene di formaggio fresco o ricotta. Poi ancora s’aranzada, preparata con scorze d’arancio candite, miele e mandorle tostate, sos papassinos, preparati con semola, noci, uvetta, mandorle o nocciole. Una vera ghiottoneria sono sas urillettas, fatte con pasta di farina e uova, fritte e cosparse di miele. Molti sono i dolci fatti con mandorle e miele come sos coriccheddos, sos maricosos e sos guerfos, questi ultimi simili a grandi bonbon di pasta di mandorle.

        

                                  

 

 
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