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Molentargius Parco Regionale della Sardegna PDF Stampa E-mail

Il Parco Regionale Molentargius Saline, è un parco Regionale della Sardegna. E’ una delle più importanti aree umide della Sardegna.

  

Lo stagno di Molentargius è riconosciuto negli elenchi ufficiali delle aree umide da sottoporre a tutela, è classificato Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea e Zona umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar. Il sistema di stagni di Molentargius e Quartu è compreso all’interno dell’area metropolitana dell’hinterland di Cagliari, immediatamente adiacente agli insediamenti urbani. E’ delimitato a nord dalla Città di Quartu  e dagli iinsediamenti commerciali e industriali che formano la cintura di collegamento fra Cagliari e l’Hinterland, a ovest e a sud da alcuni quartieri di Cagliari ( San Benedetto, Genneruxi, La Palma, Quartiere del Sole, Poetto. ), a sud-est dalla striscia costiera del Poetto, a est dal Margine Rosso, quartiere periferico di Quartu Sant’Elena. Si raggiunge facilmente da tutte le direzioni attraverso la rete di strade a scorrimento veloce che innerva l’area metropolitana. Le migliori viste panoramiche si hanno dal Viale Europa sul colle di Monte Urpinu, dal lungomare del Poetto e dal Viale Colombo di Quartu. La zona più interna, costituita dalla striscia di Is Arenas, è accessibile da Quartu  e dal quartiere cagliaritano La palma. Le aree interne sono accessibili solo dietro autorizzazioni o nell’ambito delle visite guidate. Gli elementi flogistici più importanti sono di quattro tipi, una vegetazione igrofita d’acqua dolce in progressiva espansione nel Bellarosa minore, di cui i componenti più evidenti sono i canneti con associazione flogistiche a Phragmites, Typha, e Scirpus. Una vegetazione alofita o xerofita composta da piante annuali o perenni nelle zone soggette a periodiche inondazioni con acque salmastre o a prosciugamenti e lungo i canali perimetrali, di cui sono tipici rappresentati  Jncus, Suaeda, Arthrocnemum, Salicornia, Halimione. Una complessa vegetazione tendenziale xerofita o aloxerofita composta da specie arbustive o erbacee nelle aree a scarsa vocazione agronomica nella fascia Is Arenas. Si tratta per lo più di aree con la fisionomia di vere e proprie nicchie che secondo le condizioni ospitano una vegetazione alofitA (Arthrocnemum,Suaedda, Atriplex, Salsola ) o igrofita d’acqua salmastra o dolce (Tamarix, Typha, Arando, Phragmites ). Una vegetazione idrofita rappresentata da alghe e piante acquatiche di specie differenti secondo la salinità delle acque. In particolare vanno citate le praterie sommerse Ruppia marittima nelle vasche delle Saline, i semi di questa specie hanno un ruolo non trascurabile nell’integrazione della dieta dei Fenicotteri e di altri uccelli. L’avifauna rappresenta l’elemento naturalistico di maggior rilievo per lo stagno di Molentargius. Nonostante la stretta vicinanza dell’area urbana e la potenziale minaccia della pressione antropica, gran parte delle specie avicole nidificanti ha trovato nella vegetazione secondarie che si sviluppa soprattutto nel Bellarosa minore le condizioni ideali per la nidificazione. Le specie avicole di maggior interesse in quanto protette sono le seguenti

Accipitriformi: Il Falco di palude, Falco pescatore,

Anseriformi: seguentiAlzavola, Fischione, Germano reale, Mestolone, Moretta, Moretta tabaccata, Moriglione.

Caradriformi: Avocetta, Beccapesci, Cavaliere d’italia, Combattente, Fraticello, Gabbiano corso, Gabbiano roseo, Mignattino, Mignattino piombato, Pernice di mare, Piro piro boschereccio, Sterna comune, sterna zampenere.

Ciconiformi: Airone bianco maggiore, Airone rosso, Fenicottero rosa, Garzetta, Pignattaio, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Spatola, Tarabusino.

Coraciformi: Martin pescatore.

Gruiformi: Pollo sultano, Schiribilla,Voltolino.

Passeriformi: Calandrella, Calandro, Forapaglie castagnolo, Magnanina, Pettazzurro.

Pellicaniformi: Cormorano.

Oltre all’avifauna, fra i Vertebrati presenti nello stagno vanno citati anche gli Anfibi e i Rettili. Le specie di maggior interesse sono le seguenti.

Anfibi: Rospo smeraldo, Raganella sarda.

Testuggini: Testuggine d’acqua, Testuggine comune, Testuggine marginta.

Lucertole: Lucertola campestre.

Scincidi:Gingillo ocellato.

Serpenti: Biacco, Colubro ferro di cavallo.

Un cenno particolare va fatto per il Fenicottero rosa, adottato come simbolo delle zone umide del Cagliaritano. Questa specie migrante nidificava prevalentemente nella Camargue francese e storicamente alcuni stagni costieri della Sardegna sono sempre stati importanti aree di sosta o siti di svernamento nel flusso migratorio fra il sud della Francia e il Nord Africa. A partire dagli anni novanta, il fenicottero ha iniziato a nidificare anche nello Stagno di Cagliari e in quello di Molentagius. Il sito preferito dai fenicotteri è il Bellarosa maggiore, nelle cui acque saline trova i componenti fondamentali della sua dieta ( il plancton, con particolare riferimento al crostaceo Artemia salina, e i semi di ruppia.

      

 
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