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Leggende della Sardegna La Sella del Diavolo PDF Stampa E-mail
La sella del diavolo, come tutto il promontorio di S.Elia è costituito da rocce sedimentarie di età miocenica, quindi geologicamente piuttosto giovani.

La leggenda racconta che un giorno i diavoli attratti dal fascino e dalla bellezza del Golfo di Cagliari se ne i impadronirono, Dio mandò allora i suoi angeli prediletti guidati dall’arcangelo Michele per scacciare Lucifero e i suoi affiliati, ma nella fuga  quest’ultimo perse la sella che cadde e si pietrificò, il promontorio fu quindi chiamato Sella del Diavolo e il golfo tanto ambito Golfo degli Angeli. All’interno di questo tipo di rocce calcificabili, si sono formate diverse piccole grotte, le quali sono risultate essere abitate dall’uomo sin dal VI millennio a.C. La Sella del Diavolo è il promontorio di S.Elia presenta aspetti interessanti sia naturalistico che archeologico. Nel piano in prossimità del punto più alto del promontorio esisteva nel periodo punico un luogo di culto dedicato a Astarte. E’ tuttavia visibile una cisterna punica, di forma allungata, dalle dimensioni veramente notevoli, ( 27 metri di lunghezza  per 5,5 metri di profondità. Non lontana è un'altra cisterna romana, della classica forma a sezione  tronco-conica. L’imboccatura è protetta da una grata metallica e a fianco a essa è visibile il sistema di vasche e cabalette per fra confluire l’acqua piovana. Al periodo romano risalirebbe il martirio di S.Elia, che sarebbe stato ucciso, secondo la tradizione, in questi luoghi, durante le persecuzioni di Diocleziano. L’intero promontorio porta il suo nome. Nell’XI secolo tutta l’area venne affidata ai monaci Vittoriani che costruirono un vero e proprio monastero e si presero cura di saline, peschiere e aree coltivabili delle zone circostanti. La torre, ormai semi diroccata presente nel punto più alto del promontorio è da considerarsi invece come facente parte del sistema di difesa ed avvistamento  creato dagli spagnoli nel XVI secolo, tuttavia sembrerebbe che già durante il periodo pisano fosse presente una torre detta “ della Lanterna “,con funzioni di segnalazione. In seguito la medesima torre venne denominata anche torre del pouhet, cioè del pozzetto, poiché situato nei pressi della cisterna romana. L’intera zona sarebbe poi stata denominata “ pouhet “da cui il nome di  Poetto “attribuito alla grande spiaggia dei Cagliaritani. Le torri costiere continuarono ad essere usate anche in epoca sabauda, sin quando un Regio Decreto del 1867 stabilì che non dovevano più essere considerate dei posti fortificati. Durante la seconda guerra mondiale vennero realizzati un fortino e altre costruzioni, tuttora ben visibili. Con ogni probabilità vennero riutilizzate le pietr dei resti della chiesetta di S.Elia, della quale purtroppo oggi si può appena apprezzare il perimetro.Sotto la Sella del Diavolo si trova il porticciolo di Marina Piccola dove è possibile attraccare con le barche, ultimamente l’area è stata risistemata per poter ospitare avvenimenti estivi di una certa importanza. Nelle notti da Giugno a Settembre inoltrato è meta delle passeggiate dei Cagliaritani in cerca di frescura.

 
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