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La cucina Sarda PDF Stampa E-mail

L’ Italia è il paese dove si mangia meglio al mondo. Ovviamente io lo dico perché sono italiana, ma mi sembra di capire che molti dei milioni di turisti che vengono in Italia tutti gli anni sono dello stesso parere. Ogni regione italiana ha una sua propria cucina, le sue ricette, le sue specialità, tutte ottime e dire qual è la migliore è impossibile. E’ però possibile dire due cose, la prima che i piatti base, i materiali di base di tutte le cucine regionali sono simili tra di loro, come le modalità culinarie. I sardi hanno creato una cucina originalissima e speciale, hanno introdotto un tocco di esotismo mediterraneo nelle loro cucine. Uno dei  piatti più diffuso o conosciuto è  il Porceddu, può essere di due tipi,maialino da latte (piccolo 5 kg al massimo) cotto intero con mirto e alloro, al forno o in una buca tappezzata di braci e coperta di terra, tradizione vuole che questo modo di cucinare il maialino sia nato ad opera dei pastori disonesti che cucinavano, così di nascosto, i maialini rubati ad altri pastori.

    

  

Oppure il maialino più grosso, tagliato a metà e fatto allo spiedo su fuoco di mirto, con varianti( bagnare il maialino con su filu e ferru, la grappa locale, o con una frasca di alloro bagnata costantemente in acqua, sale, pepe, molto aglio e mirto, con o senza cotenna). E’ sempre eccellente fatto in casa o all’aperto, nei ristoranti è solo buono. Il termine su filu e ferru sta ad indicare la squisita grappa sarda e significa letteralmente il filo di ferro. Strano termine per  indicare un liquore . L’origine va ricercata, come molte cose di quest’isola, nelle leggi più o meno repressive che i sardi, trovandole assurde non vollero rispettare, la legge in questione è quella che nello stato Sabaudo prima, in quello italiano poi, ha sempre proibito al privato la distillazione dell’alcool, che lo Stato ha sempre deciso di riservare a se, e per ricavarne tramite le tasse un ulteriore introito e per controllare in qualche modo il diffondersi eccessivo dell’alcolismo, un tempo piaga dolorosa e diffusissima. I pastori quindi erano soliti distillare di nascosto la grappa e nasconderla nei bivacchi, sotto terra, con un filo di ferro legato al collo della bottiglia che sporgeva, di modo che nessuno, soprattutto eventuali tutori dell’ordine, potesse vederla. Per cui ( prendiamo la grappa )  finì col diventare prendiamo il fil di ferro. Così per lo meno mi hanno raccontato i miei nonni. Un piatto molto caratteristico sono i Culurgionis o Culunzones sono ravioli con ripieno di formaggio sardo fresco o ricotta, con o senza spinaci, con senza fogliette di menta, Si trovano in tutti i ristoranti, ma mangiarli in casa fatti dalla mia mamma sono proprio una prelibatezza. Il sugo che li accompagna è il sugo di carne o di verdure. Per ora mi fermo qui la prossima volta vi parlerò dei vari tipi di pane che viene fatto in Sardegna

                                                                                              

                                                        

 

 
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