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Il B&B vi racconta la storia della provincia di Sassari 

Sassari,capoluogo dell’omonima provincia, si estende su un ampia piattaforma che declina dolcemente verso il golfo dell’Asinara. Circondata dal verde-argento degli oliveti, purtroppo queste nobili piante, cedono ora sempre più spazio alla città, che spinge verso l’esterno i suoi tentacoli, ravvivato dal bianco delle rocce calcaree, che riesce ad unificare armoniosamente tracce eloquenti del suo passato con un presente attivo. Ha vie ampie e arieggiate con verdi spazi alberati che seguono la struttura urbanistica fortemente caratterizzata dai bei palazzi di epoche diverse, chiese suggestive, piazze spaziose e ben disegnate. La data di nascita della città è incerta . In un registro di San Pietro di Silki, un monastero nato oltre la periferia della città ed ora inglobato in essa, si nomina nel 1131 un certo Jordi de Sassaro, è forse la prima nota che si riferisca al nucleo abitativo dal quale sarebbe nata la città. Questo insediamento originario sorgeva a una ventina di chilometri dalla colonia romana di Turris Libinois, l’odierna Porto Torres. Si può pensare che Sassari sia nata proprio da quella colonia, unificando via via  altri gruppi di indigeni già presenti nel territorio.

                                          

                                                 

Gli albori del Duecento videro il lento ma graduale sviluppo di un nucleo abitativo che per la felice posizione geografica e la giusta distanza dal mare, le città costiere erano continuamente sotto la minaccia delle incursioni dei pirati barbareschi, era destinato a ritagliarsi un ruolo importante nel giudicato di Torres cui apparteneva . Poi saranno i rapporti commerciali, soprattutto con Genova, a fare il resto, rapporti che aumenteranno quando  al periodo giudicale subentrerà il dominio di Pisa, e dopo la battaglia della Meloria (1284), quello di Genova. Anche sotto i nuovi padroni aragonesi  a partire dal 1323 Sassari continuerà a crescere, come si conviene ad un centro abituato a cambiare padrone senza per questo perdere la propria identità. Non mancheranno, nel 1325 e nel 1329, moti di ribellione contro i Catalano-aragonesi. Nel 1378 Sassari sarà occupata  dalle truppe del giudicato d’Arborea , in guerra con la Corona d’Aragona resterà sotto il dominio giudicale fino al 1420. I Francesi la occuparono per un breve periodo durante la guerra tra CarloV e Francesco I. Dopo la guerra di successione spagnola (1700-1714), la città passò sotto gli austriaci che nel 1714imporsero l’estanco il monopolio statale sulla coltivazione del tabacco, una delle attività economiche più produttive per una popolazione intenzionata a cercare le proprie fonti di reddito nello sfruttamento delle fertili piante che circondavano l’abitato. L’imposizione scatenò una sommossa popolare repressa a fatica dal governo austriaco. Dopo il1720, quando la Sardigna passò sotto il dominio Sabaudo, Sassari divenne il teatro di una serie di accadimenti, alcuni dei quali sanguinosi, altri di pacifica rilevanza civile, nel1795 venne occupata dall’esercito delle  ‘ Ville’  del Logudoro  ribellatesi ai feudatari, l’anno successivo vide l’entrata dell’alternos  Giommaria Angioy, promotore della Sarda Rivoluzione, che da Sassari avrebbe intrapreso la sua sfortunata marcia su Cagliari alla testa di un esercito contadino in rivolta contro il feudalesimo. La città cominciò a prendere la caratteristica di un centro importante sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto sotto quello economico, dopo il 1850, grazie all’intensificazione degli scambi commerciali con la Francia. Nel 1887 venne demolito il simbolo d’un’oppressione durata quattro secoli , l’antico Castello aragonese. Resterà di questo edificio solo il nome dato a una delle piazze centrali della città , piazza Castello. Sassari è sede di numerose manifestazioni artistiche, culturali, folkloristiche e commerciali che si concentrano nel ‘Maggio Sassarese’ e culminano nella ‘ Cavalcata Sarda ’ la famosa sfilata di costumi provenienti da tutta l’isola, che si svolge il giovedì dell’Ascensione. Un’altra importante manifestazione dove si possono osservare i costumi tradizionali è la Processione dei Candelieri (14 agosto). Importante sono ancora la Mostra dell’Artigianato Sardo  che ha luogo ogni biennio, il palio città di Sassari  e il concorso ippico nazionale. Per quanto riguarda l’aspetto gastronomico, tipici piatti del Sassarese sono, la favata e la cavolata, saporite minestre, la gioca minuta o lumachine cucinate, i frivoli o frittelle. Fra i dolci sono da ricordare le papassine, le cocciuleddas, le pagliette, le niuleddas de meli, propri della Sardegnasettentrionale. I vini più importanti sono quelli dell’Algherese ( Torbato, Anghelu Ruju, Embarcador ), Goceano e Logudoro rossi. Fermentino e moscato della Gallura. Citiamo qui anche alcuni del Nuorese, come i tipi pregiati di Vernaccia e Cannonau prodotti sulla costa orientale i vari rossi ( Dorgali, Nuoro, Mamoiada) Il Mandrolisai, l’Abbaia, Per tutti gli acquisti a Sassari è presente tutto l’artigianato sardo e in particolare, i tipici lavori di corno e di sughero e le belle bambole in costume. Il centro della vita cittadina è vasta e regolare Piazza Italia, essa forma con l’attigua Piazza Cavallino de Honestis il luogo dove si svolge il passeggio serale. Nel mezzo tra le palme vi è il monumento a Vittorio Emanuele II , di G.Sartorio(1899). Sul lato nord-est della piazza troviamo l’imponente Palazzo della Provincia, della fine del secolo scorso, con la Sala del Consiglio Provinciale affrescata da G. Sciuti. Dall’angolo della piazza inizia l’ampia via Roma dove sulla destra troviamo il palazzo di giustizia, del 1939, in trachite rossiccia, poco dopo sulla sinistra il Museo Archeologico e Etnografico Giovanni Antonio Sanna che ha sede in un elegante edificio neoclassico in due recenti costruzioni.

                                                                 

                                                                          

 
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