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Il turista responsabile intende avvicinarsi e conoscere locali e territorio con umiltà e senza invadenza; ricordiamoci che quando si viaggia siamo ospiti e il nostro diritto a conoscere non deve mai mettere in discussione i diritti degli altri a tutelare la propria cultura e il proprio ambiente Il Bed and Breakfast Charm Sardinia ti porta a vedere i musei di Cagliari
Il museo L'iniziativa per un nuovo Museo Archeologico Nazionale nell'attuale Cittadella dei Musei cagliaritana fu presa intorno alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. L'idea iniziale si sviluppò verso l'obiettivo di realizzare una struttura culturale polivalente, che potesse raccordare da una parte il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale, dall'altra il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche e la Scuola di Specializzazione di Studi Sardi dell'Università di Cagliari, il Museo Etnografico Regionale e il Museo Comunale d'Arte Siamese (Cardu). Il progetto museale nella sede dell'ex Arsenale militare, ad opera degli architetti P. Gazzola e L. Cecchini, entrò nella sua fase operativa e si concretizzò gradualmente, a partire dal 1979. Al piano terra dell'edificio, si propone come momento preliminare di esposizione didattica la successione storico-culturale delle fasi che hanno interessato la Sardegna tra il Neolitico antico e l'alto Medioevo, attraverso un percorso di tipo cronologico. Ai piani superiori si è adottato invece un diverso criterio, che presenta i materiali in base al territorio in cui sono stati rinvenuti. Il percorso cronologico muove dall'età prenuragica, con le culture del Neolitico e dell'Eneolitico e del Primo Bronzo. In sequenza, la cultura nuragica caratterizza, nel suo raffinato megalitismo, le vicende umane nell'isola fino al momento (XI-IX sec.a.C.) del primo incontro con le culture urbane del Mediterraneo egeo-orientale. Ai reperti relativi alla fase della colonizzazione fenicia lungo le coste (Cagliari, Nora, Sant'Antioco, Tharros) si accompagnano quelli relativi alla conquista cartaginese prima, romana poi. Una delle maggiori attrattive del Museo risiede nei gruppi scultorei della bronzistica di età nuragica, tra i quali spiccano quelli di Teti-Abini e di Santa Vittoria di Serri. I "bronzetti" mostrano un ricco ventaglio di temi figurativi che investono l'organizzazione sociale pubblica e della vita quotidiana ma anche l'ideologia del sacro, i rituali magici, le figure ieratiche dei re-pastori, padroni dell'ideologia sociale, di donne di rango elevato, di uomini d'armi, di uomini e donne della fatica quotidiana. Essi creano e compongono una rappresentazione collettiva del popolo nuragico, di rara e potente suggestione.
Perché è importante visitarlo Grazie alla vastità e alla qualità delle sue raccolte, formatesi a partire dall'Ottocento, il Museo offre la possibilità di compiere un completo excursus temporale attraverso la preistoria e la storia antica della Sardegna.
Servizi Esiste un servizio di visita guidata. È preferibile la prenotazione per gruppi e scolaresche. È previsto un percorso didattico per non vedenti. Non esistono barriere architettoniche. 
Il museo La Pinacoteca Nazionale cagliaritana ospita una collezione di antichi dipinti, formatasi a partire dall'Ottocento. Si inserisce nel complesso della Cittadella dei Musei, struttura culturale polivalente, che raccorda da una parte il Museo Archeologico e la Pinacoteca, dall'altra il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche e la Scuola di Specializzazione di Studi Sardi dell'Università di Cagliari, il Museo Etnografico Regionale e il Museo Comunale d'Arte siamese (Cardu). Il progetto museale nella sede dell'ex Arsenale militare, ad opera degli architetti Piero Gazzola e Libero Cecchini, si concretizzò gradualmente, a partire dal 1979. Le raccolte della Pinacoteca annoverano al pianterreno un importante nucleo di antichi dipinti della Sardegna, compresi fra il XV e il XVI secolo e provenienti in gran parte dalla distrutta chiesa cagliaritana di San Francesco di Stampace. Sono presenti opere del Maestro di Castelsardo e di Pietro Cavaro, i maggiori pittori operosi in Sardegna nella fase tardogotica e primorinascimentale. Nei piani inferiori si possono osservare dipinti del XVII e XVIII secolo, di pittori prevalentemente extraisolani.
Perché è importante visitarlo La Pinacoteca cagliaritana è importante soprattutto per la possibilità di approfondire la conoscenza dei pittori catalani e sardi, operosi nell'isola al tempo della dominazione aragonese.
Servizi Esiste un servizio di visita guidata. È preferibile la prenotazione per gruppi e scolaresche. Non esistono barriere architettoniche. |